Cloud Nothings- Stay Useless
Parigi impazza al lucore del gas. Simile a una campana a morto
Rintocca un’ora. Cantate! Folleggiate! La vita è corta,
Tutto è inutile, - e aguzzate gli occhi, lassù, la Luna sogna
Scostante come ai tempi in cui l’uomo non c’era in giro.
Ah! Che destino banale! Tutto brilla e poi svanisce,
Adescandoci d’infinito con il Vero e l’Amore maiuscoli;
E così andremo, finché madre terra
Esploderà come altri pianeti senza lasciare segno.
E al sottoscritto quanti giorni restano da vivere?
Mi butto per terra, grido, rabbrividisco.
Davanti ai secoli ritenuti d’oro per sempre sonnacchiosi
Nel Nulla senza cuore dal quale non c’è un Dio che ci salvi.
Ed ecco che nella notturna quiete ascolto
Un trepestio sonoro, un sempliciotto canto melanconico
D’un operaio di ritorno dalla festa che cerca ubriaco
Qualche derelitto cantuccio.
Oh! la vita è troppo triste, incurabilmente triste!
Nelle feste comandate e terrene ho sempre singhiozzato!
“Vanità, vanità, tutto è vanità!”
-E poi pensavo tra me: dove saranno finite le ceneri
del cantore dei salmi?”
Jules Laforgue, Sera di Carnevale
Gentlemen Prefer Blondes- Diamonds are a girl’s best friend
È risaputo:
tra me
e Dio
ci sono numerosissimi dissensi.
Io andavo mezzo nudo,
andavo scalzo,
e lui invece portava
una tonaca ingemmata.
Alla sua vista
mi riusciva appena
trattenere lo sdegno.
Fremevo.
Ora invece Dio è quello che deve essere.
Dio è diventato molto più alla mano.
Guarda da una cornice di legno.
La tonaca di tela.
Compagno Dio,
mettiamoci una pietra sopra!
Vedete,
perfino l’atteggiamento verso di voi è un po’ cambiato.
Vi chiamo “compagno”,
mentre prima
“signore”.
(Anche voi ora avete un compagno),
Se non altro,
adesso
avete un’aria un po’ più da cristiano.
Bene,
venite qualche volta a trovarmi.
Degnatevi di scendere
dalle vostre lontananze stellate.
Da noi l’industria è disorganizzata,
i trasporti anche.
E voi,
dicono,
vi occupavate di miracoli.
Prego,
scendete,
lavorate un po’ con noi.
E per non lasciare gli angeli con le mani in mano,
stampate
in mezzo alle stelle,
che si ficchi bene negli occhi e nelle orecchie:
chi non lavora non mangia.
Piero Ciampi- Andare, Camminare, Lavorare
(via emilybaudelaire)
