Johann Wolfgang von Goethe
Non mi fraintendere, dolce creatura! Chi può dare a Dio un nome e proclamare: Io credo in lui? Colui che tutto comprende, che tutto regge, non comprende e regge me, te, se stesso? Non s’incurva lassù la vôlta del cielo? Non si stende quaggiù ferma la terra? E non salgono in alto, di qua e di là, eterne stelle? Non si specchia il mio occhio nel tuo? E l’universo tutto non s’impone alla tua mente e al tuo cuore, agitandosi in eterno mistero, visibile, invisibile, a te d’intorno? Riempiene il tuo cuore quant’è grande e se questo sentimento ti rende interamente beata, chiamalo come vuoi, chiamalo felicità! cuore! amore! Dio! Io non ho un nome per esso! Sentire è tutto, il nome è un suono e un fumo, che annebbia lo splendore celeste!
tratto da “Urfaust”
